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Visualizza versione completa : Indulgenza plenaria


stellina
08-03-2009, 19.23.12
In che modo noi possiamo ottenere un'indulgenza plenaria, a parte ovviamente la domenica dopo la S.Pasqua?
So quali sono le condizioni (partecipazione alla S.Messa, confessione sacramentale, e preghiera secondo le intenzioni del Santo Padre) ma non so in quali modi si possa ottenere un'indulgenza plenaria....

PS: scusate l'ignoranza:o:o

francescodasiena
08-03-2009, 19.48.06
In che modo noi possiamo ottenere un'indulgenza plenaria, a parte ovviamente la domenica dopo la S.Pasqua?
So quali sono le condizioni (partecipazione alla S.Messa, confessione sacramentale, e preghiera secondo le intenzioni del Santo Padre) ma non so in quali modi si possa ottenere un'indulgenza plenaria....

PS: scusate l'ignoranza:o:o

http://digilander.libero.it/avemaria78/indulgenza_plenaria.htm

stellina
08-03-2009, 19.54.36
Uh, ma allora chissà quante indulgenze plenarie ho preso nella mia vita !:D:D:D

stellina
08-03-2009, 21.03.42
Dimenticavo, nella fretta, di ringraziarti per il preziosissimo link!
SCUSAAAA!:o:o

arcycapa
08-03-2009, 21.31.45
Il problema e` quello della condizione seguente: "Per conseguire un'indulgenza, oltre lo stato di grazia, è necessario che il fedele abbia la disposizione interiore del completo distacco dal peccato, anche solo veniale".

Temo che tale condizione sia molto difficile da raggiungere, ma e` pur sempre vero che "tentar non nuoce" (anzi, in questo caso, val proprio la pena di tentare!) :)

De Contemptu Mundi
31-01-2010, 12.52.56
Riguardo all'argomento "indulgenze", tanto importante nella vita della fede quanto oggi negletto, penso possa tornare utile riproporre questo antico documento del Magistero, che brilla per chiarezza esplicativa e sinteticità:

Clemente VI (1342 - 1352)
Bolla del Giubileo Unigenitus Dei Filius, 27 gennaio 1343
(Denz. nn. 1025/1027)


Il Figlio unigenito di Dio..."fatto per noi da Dio sapienza, giustizia, santificazione e redenzione" [I cor. 1,30] "non con sangue di capri e di vitelli, ma con il proprio sangue entrò una volta per sempre nel santuario, procurandoci così una redenzione eterna" [Eb 9,12]. Egli infatti chi ha redenti non a prezzo di cose corruttibili come l'oro o l'argento, ma con il suo proprio sangue prezioso, di agnello senza difetti e senza macchia [1Pt 1,18s], e questo, come tutti sanno, immolato innocente sull'altare della croce egli lo ha effuso non come piccola goccia di sangue, che tuttavia in virtù dell'unione al Verbo sarebbe stato sufficiente per la redenzione di tutto il genere umano, ma in modo copioso, quasi una specie di flusso traboccante, in modo che "dalla pianta dei piedi alla punta del capo nessuna parte illesa" [Is 1,6] si può trovare in lui.
Egli ha dunque in conseguenza arricchito di un così grande tesoro la Chiesa militante, affinchè la pietà di una tanto grande effusione non fosse resa inutile, inconsistente o superflua, volendo il Padre buono accumulare tesori per suoi figli, affinchè così ci sia "un tesoro inesauribile per gli uomini, mediante il quale quelli che ne usano, sono resi partecipi della amicizia di Dio" [Sap 7,14].
E questo tesoro poi...egli lo ha consegnato perchè fosse dispensato utilmente ai fedeli per mezzo del beato Pietro, che porta le chiavi del cielo, e dei suoi successori, suoi vicari in terra, e, a favore di cause particolari e ragionevoli, perchè fosse distribuito misericordiosamente a coloro che sono veramente pentiti e confessati, ora per la totale, ora per la parziale remissione della pena temporale dovuta per i peccati, sia in modo generale, sia in modo speciale (conformemente a quello che davanti a Dio essi giudicassero conveniente).
Al cumulo di questo tesoro inoltre, si sa che portano un contributo i meriti della beata Madre di Dio e di tutti gli eletti dal primo fino all'ultimo giusto; e non si deve in alcun modo temere per il suo esaurimento o per la sua diminuzione, sia per gli infiniti meriti di Cristo (come si è detto sopra), sia per il fatto che quanto più numerosi sono coloro che per la sua dispensazione sono condotti alla giustizia, tanto più cresce il cumulo dei loro stessi meriti.

Sefora
01-02-2010, 20.01.42
Grazie De Contemptu Mundi , grazie per quello che hai scritto, è stato per me molto edificante e mi hai ricordato di rileggere alcune lettere di San Paolo.

agatalo
04-02-2010, 21.03.56
Desidererei sapere qualcosa in più sulle indulgenze.:-'(Scusatemi l'ignoranza ma spero comprendiate: posso contare su di voi? o_k

laura_bp
05-02-2010, 07.34.33
Desidererei sapere qualcosa in più sulle indulgenze.:-'(Scusatemi l'ignoranza ma spero comprendiate: posso contare su di voi? o_k

Ciao agatalo!

Potresti trovare le informazioni che cerchi, leggendo il thread Indulgenza Plenaria (http://www.totustuus.name/showthread.php?t=2201&highlight=indulgenza) che la nostra Stellina aprì qualche tempo fa.

Se hai altre domande o riflessioni, magari continuiamo lì (così non "spezzettiamo" gli argomenti).

A presto! :p

frsst53
05-02-2010, 08.20.41
Oltre al giusto riferimento di Laura ricordo anche la pubblicazione, su www.totustuus.cc di un libro gratuito (è visibile sull'elenco degli ultimi inseriti in posizione 6: Card. Journet: Teologia delle indulgenze.).

E' scaricabile gratuitamente se sei già iscritto.

Altrimenti dovrai affrontare il gravoso :( impegno di inventarti un nick-name, procedere all'iscrizione e aspettare la conferma via e-mail. Fatica ampiamente ricompensata dalla lettura di quel volumetto breve, agile e ricchissimo di spunti di riflessione.

Ricorda che l'iscrizione al forum non comporta automaticamente l'iscrizione al sito.:cool:

Se già conosci tutto ciò... è a beneficio di chi ancora non lo sapesse;)!

agatalo
05-02-2010, 08.46.51
Grazie a tutti della sollecitudine.:) °l° :)

laura_bp
02-11-2010, 13.47.14
Il problema e` quello della condizione seguente: "Per conseguire un'indulgenza, oltre lo stato di grazia, è necessario che il fedele abbia la disposizione interiore del completo distacco dal peccato, anche solo veniale".


Scusate se torno sul tema, questa volta è per un dubbio mio:
Che cosa si intende esattamente per «completo distacco dal peccato, anche solo veniale»?

È una questione di orientamento della volontà, o ha a che fare con l'attrazione che il peccato può continuare ad esercitare anche quando ormai si è in grazia di Dio?

Grazie a tutti e ciao.
Laura

LucioFontana
02-11-2010, 18.01.10
Scusate se torno sul tema, questa volta è per un dubbio mio:
Che cosa si intende esattamente per «completo distacco dal peccato, anche solo veniale»?

È una questione di orientamento della volontà, o ha a che fare con l'attrazione che il peccato può continuare ad esercitare anche quando ormai si è in grazia di Dio?

Credo che la risposta sia più complessa di quamto non sembri. Per tentarne una, mi è necessario collegare il «completo distacco dal peccato» alla «disposizione interiore» come nella citazione originale:
Il problema e` quello della condizione seguente: "Per conseguire un'indulgenza, oltre lo stato di grazia, è necessario che il fedele abbia la disposizione interiore del completo distacco dal peccato, anche solo veniale".
A prima vista verrebbe da dire da dire che il «completo distacco dal peccato» è un orientamento della volontà: non c'è dubbio infatti che l’uso della volontà sia la condizione necessaria per peccare (o non peccare). Ma quando si parla di «disposizione interiore» ci si riferiece esclusivamente alla volontà? Anche se essa è fondamentale, credo di no.

Cerco di spiegarmi con un esempio,
Ammettiamo che un Cristiano come oggi ce ne sono tanti (come potrei essere io per esempio), cioè che conduce una vita non sempre coerente col suo definirsi cristiano, ad un certo punto decida d’impegnarsi a non più peccare. Pure se è sincero nelle sue intenzioni ed impegna seriamente la sua volontà, può avere sùbito una «disposizione interiore del completo distacco dal peccato»? Io credo che potrà arrivarci, a questa disposizione interiore, se persevera nella sua decisione e continua ad applicare costantemente questa volontà; ma non credo che fin dal primo momento sia sufficiente la volontà per avere tale disposizione interiore. In altre parole credo che la disposizione interiore sia come un habitus che si acquisisce col tempo, attraverso l’esercizio delle virtù e delle opere buone.

Ma… e l’attrazione del peccato (alla quale ti riferisci)? Quella resta sempre, non c’è dubbio, è nel nostro “codice genetico”. Indubbiamente quando si è «in grazia di Dio» (per esempio dopo una Comunione ben fatta) ci si oppone con maggiore efficacia. Così come succederà a chi avrà acquisito quell’habitus della disposizione interiore.

Ciò che può fare specie probabilmente è che venga richiesta la disposizione interiore del completo distacco anche dai peccati veniali: ma questo dipende dalla mentalità di oggi che tende (dico: tende) a qualificare le due categorie di peccati all’incirca così:

«I “peccati mortali” sono da evitare assolutamente; i “peccati veniali” si possono fare, tanto poi alla Messa recito il “Confiteor” e sono a posto».

Che poi, se ci pensiamo bene è più difficile commettere i peccati mortali che quelli veniali, per cui paradossalmente la maggiore attenzione (o almeno la più frequente) dovrebbe essere rivolta proprio a non commettere questi, se si ha la coscienza che sono anch’essi peccati.

Ritengo comunque che, una volta formatasi quella disposizione interiore, essa funzioni sia per i peccati gravi che per quelli lievi.

Infine tutto questo non vuol dire che acquisita tale disposizione, la persona diventi refrattaria ad ogni tentazione (come ho già accennato), e che non cada più in peccato, neppure veniale.
Questo non succede neanche ai santi.

Lucio

laura_bp
03-11-2010, 09.25.06
...Ma… e l’attrazione del peccato (alla quale ti riferisci)? Quella resta sempre, non c’è dubbio, è nel nostro “codice genetico”. Indubbiamente quando si è «in grazia di Dio» (per esempio dopo una Comunione ben fatta) ci si oppone con maggiore efficacia. Così come succederà a chi avrà acquisito quell’habitus della disposizione interiore...

Per adesso grazie.
Rifletto con calma su tutto, poi se necessario chiederò ancora lumi. :p

Un abbraccio.
Laura