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  #1  
Vecchio 31-01-2012, 15.19.51
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Carissimi,
Ho un dubbio molto concreto, che vorrei porre a voi perché ho fiducia nei vostri consigli (se non è la sezione giusta scusatemi, e magari spostiamo il post nella Locanda).

La mia è una preoccupazione di mamma, perché ho due figli maschi preadolescenti, e vorrei accompagnarli - in tandem con mio marito - in una crescita sana dell'affettività.

Per questo parliamo serenamente di sesso in famiglia, senza tabù ma con un minimo di delicatezza; e pare che finora i due monelli stiano crescendo equilibrati e sani.
Tuttavia, devo confessarvi che mi spaventa un po' la facilità con cui è possibile accedere a contenuti pornografici.

I nostri figli utilizzano abitualmente il computer, come tutti i loro coetanei (per studiare, per giocare, per comunicare fra loro). Finora parrebbero non aver ancora dimostrato "interesse" per certo materiale: sono molto aperti, usano il PC "coram populo", non cancellano la cronologia, mi hanno dato l'amicizia su Facebook... :-)

Ogni tanto penso che sarebbe utile acquistare uno di quei programmi di accesso protetto (tipo Davide.it); ma poi mi ricredo, perché temo sia uno sforzo inutile, e pericoloso:
  1. Inutile, perché tanto i ragazzi hanno a disposizione anche altre fonti. P.es. i professori del mio secondogenito (terza media) ci hanno detto di aver scoperto che parecchi ragazzi scaricano video hard sui loro telefonini, e li condividono con i compagni tramite Bluetooth.
  2. Pericoloso, perché si corre il rischio di delegare ad un web filter una responsabilità educativa che invece è solo nostra (e gravissima).

Nel contempo, non mi va di tirare avanti come se il problema non esistesse.
Non sono "bacchettona", ma penso che il "consumo" di pornografia sia oggettivamente un grande male per un ragazzo, sul piano umano prima ancora che dal punto di vista cristiano.

Voi avete esperienze o suggerimenti in merito?

Grazie fin da ora per i vosltri consigli.
Laura
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  #2  
Vecchio 31-01-2012, 15.43.46
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Ogni tanto penso che sarebbe utile acquistare uno di quei programmi di accesso protetto (tipo Davide.it);
Lascia stare i davide.it...

Continuate come state facendo, prima o poi i monelli qualcosa di porno guarderanno, chi non lo ha mai fatto (tranne sia nato santo) scagli la prima pietra, non fatene una tragedia, è normale e continuate col metodo aperto, sano, equilibrato, con la ferma delicatezza di genitori fin qui intrapresa. Oppure se già non lo avete fatto parlategli apertamente del problema pornografia, come sia facile caderci e dei rischi degradanti che comporta, se non ce ne si ritrae subito. Auguri e continuate con la responsabilità vostra, responsabilizzazione dei figli e tatto che state dimostrando.
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  #3  
Vecchio 31-01-2012, 15.49.42
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Pericoloso, perché si corre il rischio di delegare ad un web filter una responsabilità educativa che invece è solo nostra (e gravissima).
Inoltre i figli ora dialoganti e che non nascondono nulla ai genitori, potrebbero pensare che i genitori non hanno fiducia in loro e perdere stima sia verso se stessi, che i genitori.
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  #4  
Vecchio 31-01-2012, 21.37.49
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Io dei filtri li metterei, francamente.

Poi eviterei come la peste di mettere dei computer nelle loro stanze, e bisogna parlare del problema. Anche perchè tanti amichetti, probabilmente, chiederanno se anche loro vedono e fanno certe cose, purtroppo.
Meglio che gliele spiegate prima voi con delicatezza, che non qualche debosciato.
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  #5  
Vecchio 01-02-2012, 08.06.45
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Cara Laura,

sono stato molto in dubbio se intervenire, perché mi rendo conto dell’inadeguatezza di una risposta da parte mia ad una tale questione.

Queste problematiche importantissime si possono svolgere o sotto l’aspetto teorico, e qui sono sicuro che non hai bisogno di suggerimenti, o sotto il profilo dell’esperienza personale, ma è difficile applicarla ad altre situazioni.

Confermata la mia inidoneità ad esprimermi in merito, e senza intendere che quanto segue sia una risposta alla tua richiesta, vorrei tuttavia suggerire la lettura, qualora non l’avessi già fatta, di questo vecchio (1994) MESSAGGIO DEL SANTO PADRE PER LA 28a GIORNATA MONDIALE DELLE COMUNICAZIONI SOCIALI, dove il Papa prende di mira la Televisione (data l’epoca in cui fu scritta), e che oggi potrebbe valere quasi pari pari per il computer e Internet. Pur restando, ovviamente, sulle generali, alcuni accenni suggeriscono dei comportamenti o azioni concrete, come per esempio dove dice:

Citazione:
Formare le abitudini dei figli, a volte può semplicemente voler dire spegnere il televisore perché ci sono cose migliori da fare, o perché la considerazione verso altri membri della famiglia lo richiede o perché la visione indiscriminata della televisione può essere dannosa. […] Tale dipendenza dalla televisione può privare i membri della famiglia dell'opportunità di interagire l'uno con l'altro attraverso la conversazione, le attività e la preghiera comuni. I genitori saggi sono inoltre consapevoli del fatto che anche i buoni programmi debbono essere integrati da altre fonti di informazione, intrattenimento, educazione e cultura.
Credo che la difficoltà maggiore per il computer (rispetto alla televisione) di adattare questi consigli all’uso stesso del computer da parte dei propri figli, consista nel fatto che il computer è considerato “una cosa personale” del figlio, e sarebbe “indelicato”, o addirittura “non rispettoso”, andare ad indagare cosa diavolo guarda o legge il figlio sul proprio computer, o con chi ha relazioni tramite la posta elettronica o altro. A questo punto il problema si sposta dal “mezzo” al “metodo”, che purtroppo è fortemente influenzato da una mentalità e da una prassi moderne, imposte tra l’altro soprattutto proprio “grazie” a quella televisione contro la quale (o per essere più precisi contro chi la manipola e la controlla) si scaglia il Papa. Oggi ci sono delle buone famiglie (intendo coppie di genitori) che vorrebbero educare bene i propri figli; ma per farlo dovrebbero andare “controcorrente” col serio rischio di creare scompensi e complessi nella loro personalità, vedendosi i bambini o ragazzi trattati in modo così difforme da quello che vedono correntemente applicato ai loro coetanei, e veicolato anche (e imposto si potrebbe dire) dai mezzi di comunicazione.
Oggi è molto più difficile esercitare l’“arte del genitore”!

C’è anche un altro motivo per combattere la propensione alla pornografia, a parte quello in se stesso: la pornografia è sempre abbinata alla violenza, come lo stesso Papa accenna nel messaggio («La televisione può anche danneggiare la vita familiare: diffondendo valori e modelli di comportamento falsati e degradanti, mandando in onda pornografia e immagini di brutale violenza»). Questo secondo aspetto viene in genere trascurato, ma a parte film e spettacoli di altro genere, perfino i telegiornali sono intrisi di violenza e scene disgustose (non mi riferisco alla cronaca “detta”, ma all’esibizione, l’insistenza ed il continuo tornare su scene e particolari che quasi mai servono per far conoscere meglio il fatto di cronaca, ma solo a provocare e saziare le peggiori tendenze e impulsi dell’essere umano); e non possono non condizionare (insieme a quelle pornografiche) menti in formazione. La cui violenza poi (quando, diventati grandi, esploderà) muoverà centinaia di psicologi, pedagoghi, sociologi, santori, fazi e chi più ne ha più ne metta, che sprecheranno serate intere (e soldi nostri) per esaminare ed analizzare i vestiti nuovi dell’imperatore, quando sarebbe sufficiente porre la censura (parola tabù) alle trasmissioni televisive, incominciando dalle loro.

Ma per una migliore (e concreta, visto che è arricchita di dati statistici) spiegazione sul collegamento pornografia-violenza rimando a questo articolo, breve ma interessante anche per altri spunti sulle conseguenze che derivano dalla pornografia, quali la dipendenza (a se stessa che provoca la pornografia), la degradazione della donna e la rovina della famiglia.

Mi scuso ancora per non aver potuto fornire contributi più concreti.

Lucio
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  #6  
Vecchio 01-02-2012, 09.30.57
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Io dei filtri li metterei, francamente.

Poi eviterei come la peste di mettere dei computer nelle loro stanze, e bisogna parlare del problema.
La terza via mi sembra la migliore. Sulla prima mi son già espresso, al massimo opterei (dato i siti porno contengono quasi sempre malware o adware) per una Internet Security Suite che blocchi l'accesso a tutti i siti potenzialmente pericolosi. (Oltre ai siti bloccati dal programma per le ragioni dette, è possibile configurare la blacklist). Il computer in genere sta dove il ragazzo fa i compiti e svolge la sua attività intellettuale, di studio eccetera, per potersi anche organizzare meglio. Avendo il posto, ovviamente è meglio evitare, per varie ragioni, tv, computer e altri aggeggi elettronici in camera da letto, ma non sempre si dispone di un appartamento sufficientemente grande, per destinare più di una stanza ai figli. Oltre al fatto che i genitori andranno a lavorare, per cui i figli resteranno spesso a casa da soli o sorvegliati da nonni, che è sovente facile eludere, anche se il pc è in sala o altra stanza comune. Basta tenere diverse finestre aperte e quando si avvicina il nonno, quasi sempre poco tecnologico, abbassi la finestra incriminata e fingi che stavi guardando altro. Resta poi il fatto che oggi le occasioni di navigare su internet anche fuori da casa sono svariate, per cui anche se filtrati a casa, potranno imbattersi in certe situazioni altrove. L'unico è affrontare il problema apertamente, seppure con la dovuta discrezione e pedagogia.
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  #7  
Vecchio 13-02-2012, 07.28.02
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Non vorrei essere lapidato, ma provo lo stesso a scrivere quanto penso.

1) Inutile qualsiasi filtro (tranne quelli che operano contro i malware e simili): ci sono centomila modi per aggirare i filtri anti-pornografia, e i ragazzi che crescono sono in questo molto più svelti di noi che abbiamo una certa età. Ogni filtro è destinato a fallire: i tuoi figli, mi pare di capire ancora non adolescenti ma lo diventeranno, SE vorranno guardare materiale pornografico, in qualche modo lo guarderanno.

2) Il problema sta dunque nel "SE vorranno", e per questo ritengo che il parlarne francamente, ovviamente in modo diverso a seconda dell'età, sia la migliore soluzione. L'ideale (peraltro difficile da raggiungere) è che il ragazzo abbia la materiale possibilità di guardare tutta la pornografia che vuole, ma non lo faccia PERCHE' E' LUI CHE NON VUOLE GUARDARLA. Questo è l'unico "filtro" realmente efficace: tutti gli altri filtri e proibizioni, danno alla cosa un sapore di "desiderio di proibito" e prima o poi si aggirano.

3) Ci sono cose a mio giudizio peggiori - nei risultati - rispetto alla pornografia. E' un po' come se parlassimo di una droga "pesante" o di una droga "leggera": la prima in sè produce effetti molto più gravi, a volte anche la morte, ma la seconda è disponibile molto più facilmente e a buon mercato e dà una assuefazione dalla quale è quasi impossibile uscire. Io paragono alla droga pesante la pornografia vera e propria, alla droga leggera moltissimi spettacoli, riviste, immagini o altro liberamente visibili da chiunque e dovunque, anche dai bambini, senza alcun limite.
Certo vedere un film pornografico esplicito è più grave rispetto a guardare le foto di una modella che mostra le tette, o magari nemmeno quelle, ma il problema è un altro: gli spettacoli diciamo "leggeri" insinuano nelle teste degli spettatori un modello di vita molto ma molto lontano dall'ideale cristiano.

Non entro in troppi dettagli personali, perchè questo è un forum (seppur cattolico) e non il confessionale: dico solo che so di cosa parlo perchè, disgraziatamente, ne ho esperienza diretta e non per letto sui manuali o sentito dire da esperti.
Certo che la pornografia è un male, ma comunque anche chi la usa (ripeto, purtroppo, per mia esperienza personale...) nel momento stesso in cui la fa, e ne trae piacere fisico, prova comunque un senso di colpa, perchè si rende comunque conto che non è quella la cosa giusta (e che, in particolare per quanto riguarda la morale cattolica, gli atti sessuali che si vedono sono molto diversi da quelli che si compiono lecitamente nell'ambito del matrimonio). Invece certe trasmissioni, riviste o altro, pur non essendo esplicitamente pornografiche, finiscono per cambiare il comune senso della morale. Spero di essermi spiegato...

Un'ultima annotazione: i tuoi figli se ho capito bene sono maschi, ma non si creda che ciò non riguardi le femmine... non a caso, anche qui non entro in dettagli inutili, ma l'unica persona oltre che io so per certo (per altre persone potrei immaginare ma non so nulla di preciso) avere problemi di pornodipendenza, è di sesso femminile!!!
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