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#1
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L'immunità dal dolore è uno dei doni preternaturali che si è perso con il peccato originale. Non sono riuscito però a trovare degli approfondimenti a riguardo, nei quali si spiegava se tale immunità consistesse nel non provare alcun tipo di dolore tout court oppure in qualcosa di differente. Porto un esempio banale: se avessi tale immunità, e per un qualche motivo cadessi da una rupe ma non morissi, sentirei dolore fisico e subirei qualche danno all'organismo, oppure riporterei solo dei danni ma senza sentire dolore lancinante? Lo chiedo perché tale argomento non è stato approfondito nemmeno nella somma di teologia dogmatica di Giuseppe Casali.
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«La società moderna si concede il lusso di tollerare che tutti dicano ciò che vogliono perché oggi, di fondo, tutti pensano allo stesso modo» (Nicolàs Gòmez Dàvila). |
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#2
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Il termine tecnico è impassibilità.
Non riesco a trovare dettagli sull'impassibilità nello stato originario, però la si ritrova a proposito del Corpo del Signore nell'Eucarestia e a proposito della condizione dei beati dopo la Risurrezione finale. Parlando di quest'ultima mi sembra che San Tommaso parli di un corpo indifferente all'azione degli agenti esterni, quindi, cascando da una rupe, non riporterebbe danni. Non è una risposta, ma spero di averti dato qualche traccia per ricerche ulteriori...
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Sara Non è gran cosa che io serva Dio, ma è davvero una gran cosa che Dio abbia voluto me per servo. (S. Edmondo Campion) |
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#3
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Da ciò che sono riuscito a capire (potrei essermi sbagliato, non lo escludo) dai testi che ho letto risulta che l'impassibilità originaria e' distinta dal corpo spirituale che si avrà dopo la resurrezione. Il corpo dei progenitori era di materia comune, non era spirituale, in base alle conoscenze che ho sinora raccolto.
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«La società moderna si concede il lusso di tollerare che tutti dicano ciò che vogliono perché oggi, di fondo, tutti pensano allo stesso modo» (Nicolàs Gòmez Dàvila). |
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#4
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Citazione:
Citazione:
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E' necessità et non si può far di manco Ultima modifica di aristide : 26-03-2012 alle ore 22.14.19 |
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#5
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Complimenti per la chiarezza!
Vorrei approfondire, però, il collegamento (presunto o reale) tra il peccato, il dolore e la malattia. I preti di qui dicono che non c’è nessun collegamento, ma parlo di una diocesi dove il numero di “fedeli” corrotti è molto alto. Ho l’impressione che i sacerdoti della mia zona siano costretti a “drogare” la Parola di Dio per renderla gradita ai corrotti. Ho l’impressione che si rifiutano di darmi degli insegnamenti e ho cominciato a diffidare di loro. Entro nella libreria cattolica e il libraio mi aggredisce: «non abbiamo libri», dice... Boh!
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#6
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Citazione:
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Sara Non è gran cosa che io serva Dio, ma è davvero una gran cosa che Dio abbia voluto me per servo. (S. Edmondo Campion) |
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