dal
sito della Comunità cattolica “Cristo Maestro” www.cristomaestro.it
La dottrina biblica sugli angeli:
a) Preludio
Elementi di demonologia:
e) L'origine e la
personalità di Satana
f) Gli influssi
del diavolo sulla persona umana
g) Gli influssi del
diavolo sulla società
h) Le
metodologie dell'azione diabolica: tentazione, infestazione,
possessione
Quando parliamo di “Angeli” utilizziamo una parola di
origine greca, che a sua volta traduce un termine ebraico, che significa
“inviato”. Il termine non esprime perciò una natura ma una funzione. Secondo la
Scrittura, gli angeli sono una miriade di esseri intermedi che colmano l’infinita
distanza tra Dio e l’umanità. Rispetto al mondo degli uomini, essi agiscono,
favorendo e proteggendo il cammino della persona nella sua ricerca di Dio. Si
tratta di esseri spirituali invisibili, quelli a cui facciamo riferimento nel
“Credo” domenicale, quando diciamo che Dio è creatore delle cose visibili e invisibili. ▲
L’AT
è pieno di allusioni a delle presenze spirituali amiche dell’uomo. Nella storia
sacra essi sono spesso presentati in forma umana, di cui si specifica però che
si tratta di un corpo apparente (cfr. Tb 12,19). Possiamo ricordare l’apparizione
ad Abramo alle querce di Mamre (cfr. Gen 18,1), dove tre angeli in forma umana
gli fanno visita. Il narratore fa intendere che Dio stesso lo ha visitato, dal
momento che gli angeli non agiscono per propria iniziativa ma, appunto, vengono
“inviati” per una missione. Gli angeli vengono presentati anche nell’atto di
portare annunci (p. es. Gedeone, Daniele) o di combattere per liberare Israele
dai suoi nemici (cfr. 2 Re 6,17 e 19,35). Negli scritti biblici più recenti si
comprende che non tutti gli angeli sono uguali e che ciascuno appartiene a un
ordine gerarchico diverso: sono infatti utilizzati nomi differenti come angeli, arcangeli, serafini, cherubini.
Questi esseri erano rappresentati in forma alata sull’Arca dell’Alleanza. ▲
Tutti
questi temi vengono ripresi nel NT ma approfonditi e specificati. Nella vita di
Gesù gli angeli compaiono solo all’inizio e alla fine: Gabriel ne dà l’annuncio
a Maria (cfr. Lc 1,26); una moltitudine di angeli canta nella notte del Natale
la gloria di Dio (cfr. Lc 2,13); gli angeli si accostano a Gesù nel deserto
dopo la prova della tentazione (Mc 1,13). Durante il ministero pubblico gli
angeli sembrano eclissarsi, per poi ritornare nell’ora della Passione: un
angelo conforta Gesù nell’orto degli Ulivi, in sostituzione degli Apostoli che
si sono addormentati (cfr. Lc 22,43). Dopo la Risurrezione, gli angeli si fanno
carico del primo annuncio, apparendo accanto alla tomba vuota.
Uno
degli approfondimenti del NT circa la dottrina sugli angeli è rappresentato
dagli ambiti della custodia. Nell’AT si vede come ogni nazione abbia il suo
angelo tutelare (cfr. Dn 10,21); nel NT si scopre che ogni chiesa particolare
ha il suo angelo (cfr. Ap 2,1) e addirittura ogni persona è affidata alla custodia
di un angelo. Gesù parla esplicitamente del fatto che i bambini hanno gli
angeli per compagnia (cfr. Mt 18,10); Pietro viene liberato dal carcere
dall’intervento di un angelo (cfr. At 12,1ss) e quando arriva nella comunità
che stava pregando per lui, essi non pensarono che fosse veramente Pietro, ma il suo angelo (cfr. v. 15). Questo
dimostra che già la prima comunità cristiana aveva la consapevolezza di avere
acquistato una notevole familiarità con gli angeli e che ciascuno si sentiva
affidato al “suo angelo”. Gli angeli avranno un ruolo nel giudizio finale,
radunando gli eletti, ma anch’essi, come noi, ignorano la data della fine del
mondo (cfr. Mc 13,32). ▲
“Quali sono oggi i bisogni maggiori della Chiesa? Non
vi stupisca come semplicistica, o addirittura come superstiziosa e irreale, la
nostra risposta: uno dei bisogni maggiori è la difesa da quel male che
chiamiamo demonio. Il male non è più una deficienza, ma un’efficienza, un
essere vivo, spirituale, pervertito e pervertitore. Terribile realtà.
Misteriosa e paurosa. Esce dal quadro
dell’insegnamento biblico ed ecclesiastico chi si rifiuta di riconoscerla
esistente, non avente esso pure, come ogni creatura, origine da Dio; oppure
la spiega come una pseudo-realtà, una personificazione concettuale e fantastica
delle cause ignote dei nostri malanni”.
(Paolo VI, Disc. 15-11-1975)
Parlare troppo del maligno è certamente un male; non
parlarne mai è sicuramente un male maggiore. Ignorarlo ci espone infatti al
rischio di esserne divorati, secondo il detto dell’Apostolo (1 Pt 5,8).
Sappiamo però che Cristo è venuto “per distruggere le opere del diavolo” (1 Gv
3,8). Esso agisce contro la Chiesa fin dal suo nucleo embrionale, ossia i
Dodici; Gesù infatti disse a Pietro: “Simone, Simone, ecco, Satana vi ha cercato per vagliarvi, ma
Io ho pregato per te, che non venga meno la tua fede” (Lc 22,31). Uno dei
Dodici ne subisce la totale fascinazione: “Satana entrò in lui” (Gv 13,27).
L’Apostolo Paolo mette in guardia la sua comunità di Corinto, dicendo ai
cristiani di stare attenti, perché il diavolo si presenta sotto aspetti
irriconoscibili per trarre in inganno l’ingenuità dell’uomo: “...si maschera da
angelo di luce” (2 Cor 11,14). Gli spiriti delle tenebre sono molto numerosi e
disposti in ordini gerarchici (cfr. Ef 6,12 e Col 2,15).
Nel Vangelo i demoni riconoscono Gesù e gridano di
disperazione quando lo incontrano (cfr. Mc 1,23). Talvolta Gesù ha dei brevi
colloqui col demonio, che parla per bocca degli ossessi (cfr. Mt 8,28ss). In
certi casi c’è un solo spirito immondo che possiede la persona, in altri sono
molti. L’autorità di Gesù dispone in
maniera assoluta del loro destino. ▲
L’origine e la personalità di satana
La Chiesa non ha mai voluto approfondire
eccessivamente questo argomento, e perciò in questa sede possiamo solo
riproporre i pochi dati a nostra disposizione. La Scrittura lo conosce con
diversi nomi di derivazione sia ebraica che greca; i più diffusi sono: Satana,
dall’ebraico satan, che vuol dire
“avversario”, e diavolo, dal greco diaballo
(diaballw), che significa “mettere per traverso”. A questi nomi si aggiungono
poi numerose definizioni come “padre della menzogna”, “omicida”, “principe di
questo mondo”, “la Bestia”…
La Scrittura indica l’origine di Satana in una
“caduta dalla sfera celeste”. Lo vediamo già in Ez 14,12-15: “Come mai sei
caduto dal cielo, Lucifero, figlio dell’aurora?”. Anche Gesù allude a questa caduta,
quando dice ai suoi discepoli di ritorno dall’evangelizzazione: “Io vedevo
Satana cadere dal cielo come la folgore” (Lc 10,18). Infine Ap 12,7-9 riprende
questo tema, mostrando l’apostasia degli spiriti angelici e lo scisma
conseguente. Anche qui il fenomeno è descritto nei termini di una caduta.
Un altro problema è quale sia stata la causa della separazione degli angeli. Qui siamo
nel campo delle ipotesi. Risale ai primi Padri della Chiesa (Giustino, Ireneo,
Tertulliano e altri) l’idea che gli angeli siano stati messi da Dio in
condizione di scegliere liberamente
tra due possibilità, quella di servirLo e quella di andarsene per conto
proprio. In ogni caso Dio non intendeva essere amato per forza e ha atteso
anche dagli angeli una opzione per Lui o contro di Lui. Una parte di loro hanno
scelto di andarsene, creando una realtà autonoma e senza Dio. I Padri della
Chiesa citati tra parentesi pensano che una parte gli angeli avesse ritenuto
una cosa assurda che un essere tratto dalla terra, come l’uomo, fosse stato
creato a immagine di Dio. Da qui il loro allontanamento.
Un’altra ipotesi che tenta di spiegare la caduta
degli angeli è quella secondo cui essi reagirono diversamente alla rivelazione
del progetto dell’Incarnazione del Figlio e che questo sia stato proprio il
termine di confronto che avrebbe spinto Satana e i suoi angeli ad andarsene: in
sostanza, avrebbero rifiutato l’idea di dovere adorare Dio in una creatura
inferiore, quale è l’uomo.
L’insegnamento ufficiale della Chiesa non ha mai
confermato nessuna delle due ipotesi, limitandosi a dire che l’apostasia degli
angeli fu causata da un peccato di superbia compiuto da una parte di loro che
perciò venne espulsa dalla presenza di Dio. ▲
Gli
influssi del diavolo sulla persona umana
Il diavolo, come l’uomo, è semplicemente una
creatura, ma di ordine superiore, i cui poteri naturali superano di gran lunga
quelli umani. Egli può agire in molte maniere sulla materia (spostare oggetti
pesanti, creare odori, apparizioni, suoni ecc.) ma soprattutto gli interessa agire sull’uomo. Dobbiamo
subito precisare che quando noi siamo in grazia di Dio non possiamo subire
nessun danno reale. Anche se Satana è più forte quanto alla sua natura, rimane
il fatto che egli non è in grazia di Dio. Questo fatto ci rende inattaccabili. E’
solo la perdita della grazia che ci espone davvero a cadere in tutta la nostra
inferiorità. ▲
Il diavolo può influenzare la mente, confondendo i
pensieri, deformando la verità; può produrre stati paranormali: viaggi astrali,
telecinesi, chiaroveggenza ecc. Non può però inserire nulla di nuovo dentro di
noi, nel senso che agisce di solito sugli squilibri personali e sulle passioni
disordinate che già abbiamo. Il nostro pensiero non è in grado di conoscerlo
(la scrutazione dei cuori è solo di chi vive in grazia di Dio), ma può intuire
molte cose della nostra interiorità, studiando le nostre reazioni psicologiche.
La sua azione sulla volontà
Non può fare assolutamente nulla.
La sua azione sulla vita fisica
Può influire sulla vita vegetativa e sensitiva. Può
produrre malattie e guarigioni, sia a livello fisico che a livello psichico, di
solito non da solo ma mediante un sacramentalismo rovesciato di cui parleremo
più avanti e che prende il nome di “maleficio”. ▲
Gli influssi del diavolo
sulla società
Satana agisce non solo sui singoli ma in maniera
altrettanto efficace anche sui sistemi sociali (famiglie, comunità, istituzioni
pubbliche, nazioni...). I sistemi solitamente vengono resi malsani, in modo da
colpire indirettamente tutte le persone che ne fanno parte. I canali dell’opera
satanica sui sistemi sociali sono:
in primo luogo la diffusione dell’errore. Questo
fenomeno si verifica a diversi livelli, dall’errore derivante da semplici
incomprensioni o pregiudizi dell’uno verso l’altro, fino ai grandi errori
ideologici, sia politici che religiosi, che partoriscono dottrine seducenti e
distruttive.
Poi c’è il campo del peccato a tutti i
livelli; non abbiamo bisogno di esempi: ogni forma piccola o grande di trasgressione
della legge morale. Gli ambienti resi malsani, perché abitati da persone che
vivono abitualmente nel peccato, hanno solitamente delle conseguenze anche su
tutte le altre persone che vivono nella loro orbita vitale.
Poi c’è il campo della magia. In questo campo il
diavolo raggiunge il culmine delle sue macchinazioni. Alleandosi con la volontà
umana, che liberamente accetta di collaborare con lui, crea un’attività
distruttiva che si basa sullo stesso principio dei sacramenti della Chiesa. Si
tratta di un sacramentalismo rovesciato: come lo Spirito Santo può dare una
virtù salvifica alla materia (es.: l’acqua del battesimo, il pane
dell’Eucarestia), così Satana è capace di caricare di forza negativa cibi e
oggetti. Non può farlo però da solo: ha bisogno della collaborazione di almeno
una persona. ▲
Le metodologie dell’azione
diabolica: tentazione, infestazione, possessione
La tentazione è il mezzo ordinario con
cui il diavolo turba la nostra vita. La tentazione però non va confusa con la
nostra tendenza personale al peccato (cfr. Gc 1,14 e 4,1). Quando possiamo dire
“questa è una tentazione” è più facile che sia un nostro squilibrio personale.
Si può semmai dire “è stata una
tentazione”: infatti, la vera tentazione non si vede. Succede un po' come ai
cacciatori: se la preda vede la tagliola, il cacciatore ha fallito in partenza;
così il diavolo: la tentazione prodotta da lui è sempre perfettamente mimetizzata. Solo chi vigila nella preghiera
ne scampa.La tentazione innanzitutto non riguarda le cose che sono fuori di
noi, ma il nostro stesso pensiero.
Satana non agisce, in sostanza, mostrandoci la prospettiva del peccato, ma
suggestionando la nostra mente con ciò
che è apparentemente vero e positivo. Questa tecnica è molto chiara in Gen
3, dove esternamente c’è un albero e c’è una proibizione, ma il diavolo agisce nel pensiero della donna, mostrando la
sua interpretazione del fatto sotto una luce credibile. Anche Cristo nel
deserto (cfr. Mt 4,1ss) si trova a contatto con uno spirito che gli suggestiona la mente con
argomentazioni credibili, ma che lo porterebbero lontano dalla sua missione. In
sostanza, la tentazione agisce partendo da qualcosa che io ho visto davvero,
qualcosa che esiste oggettivamente, ma che mi
viene mostrata sotto una luce credibile ma falsa, che mi rattrista e mi
spezza dentro, o mi esalta e mi gonfia. Per distinguere la suggestione del
maligno da un pensiero personale, non bisogna guardare se i contenuti del
pensiero sono “veri”, ma se quel pensiero apparentemente vero mi
genera desolazione nell’animo oppure no. Lo stesso vale per il senso di
colpa: quando la memoria di un peccato personale del passato si accompagna a un
senso di desolazione è certamente una tentazione. Infatti, quando lo Spirito
Santo mi riconduce alla coscienza del mio peccato, non mi umilia né mi spezza dentro. Insomma, bisogna dubitare di
tutti quei pensieri che, pur sembrando veri alla persona che li pensa, si
accompagnano a desolazione e profonda tristezza. Sono infatti proprio questi i
segni della vicinanza del nemico.
L’infestazione
non è un fenomeno che fa parte dell’azione ordinaria del maligno, tuttavia non
è troppo rara. Essa è di due tipi: locale
e personale. L’infestazione locale consiste in “presenze” legate a un luogo
(una casa, una zona...) e si verifica in seguito a pratiche spiritiche o
magiche compiute in quel luogo. Terapia: benedizione del luogo.
L’infestazione personale è invece un
fenomeno più complesso. Le “presenze” non sono in un luogo ma in una persona
che ne risulta, per così dire, “abitata”. Essa ha la percezione che in lei c’è
“qualcosa” di estraneo che la porta a fare ciò che non vorrebbe. La persona ha
strani sbalzi di comportamento: improvvise e inspiegabili aggressività, e altri
fenomeni più nascosti di chiaroveggenza o imitazione di carismi. Terapia: Il rifiuto di queste “presenze” e il cammino di conversione portano col tempo
alla totale liberazione. Vi sono però alcuni che accettano queste “presenze” e
ci convivono adeguandosi alle loro esigenze. Ne abbiamo una testimonianza molto
eloquente nel Vangelo, e precisamente nella figura di Giuda: egli non è
“posseduto”, perché i posseduti reagiscono alla presenza di Gesù e urlano
gettandosi a terra, mentre Giuda resta normale; eppure S. Giovanni dice che
“Satana entrò in lui” (13,27). Si tratta infatti di un fenomeno di infestazione personale, che di fatto non
ha la reazione al sacro, come avviene invece nei casi di possessione. Causa:
frequentazione di maghi, peccato mortale abituale, eredità genealogica.
La possessione
è la presenza del maligno (uno o molti) nel
corpo della persona ossessa, mentre le sue facoltà interiori restano libere
ma incoscienti (a differenza dell’infestazione, dove il demonio agisce sulla
natura razionale, lasciando libero il corpo). E’ un fenomeno molto raro.
Avviene di regola in seguito a malefici di un certo calibro o a causa di
peccati mortali abituali e pienamente voluti. Terapia: l’esorcismo ufficiale. ▲